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Luna candida, lucente e rotonda, che illumini quelle onde, le onde del mare tanto belle, che piano piano se ne vanno. Se ne vanno, ma non sanno dove, il vento le trascina dove vuole, nelle pietre le va a sepoltare, dove non possono piu’ ritornare. Quelle onde del mare tanto belle, sembra come di essere comandate, si incamminano una dopo l’altra, non si fermano neanche a salutare. Lentamente la vita presto passa, quello che vediamo, tutto si lascia, come accade a quelle onde belle, la luna non le puo’ piu’ illuminare. Siamo davvero come le onde, quello che passa mai ritorna, esser contenti, la vita cosi’ va, far festa oggi, domani non si sa. Le onde, la luna e il vento, per buon esempio stanno la’, anche noi facciamo come loro, andiamo la’ e mai si ritornera’. di Barbato Vittorio
Vaglio’ core i papa’, tu che ci fal ca’, ancora a chella stai a spetta’, sienti a me, vattenne a ca’, pecche’ chessa pe te nun va’. A viri, sa’ trucca, e s’amprofuma, sa mette i capilli a meza luna, i vestiti chiu’ belli vole purta’, pecche’ tutta a gente a da’ guarda’. Cu i cumpagne in giro se’ ne va’, u teatro 0 u cinema vole anda’, chi soldi i papa’ se' va’ a spassa', e nient’altro c’e’ piace i fa. Vaglio’, guardi u cielo e la luna, dimannaci pe n’a’ meglia furtuna, ascolta chello che te’ dice papa’, pecche’ chessa felice nun t’e’ fa. S’e’ perso u vaglione, s’e’ nammurato, nun mangia e nun dorme chiu’ che s’ammalato, quanta malingunia che s’e' sta’ a piglia’, pecche’ dall’ammore s’e’ fa cumanna'. Rassegnate vaglio’, a vita a cussi’ va’, si a vuo’ bene, nun c’e’ sta niente a fa, si e a suffri’, vattella a piglia’, l’ammore e’ n’a’ catena che nun s’e’ po’ spezza’. di Barbato Vittorio
Ti ho vista incorniciata, inchiodata al muro un trofeo vinto. Silenziosa testimone di un passato assurdo, un passato non cosi distante nell’eternita' dell'oceano dell’esistenza Nella solitudine del muro di dove ti hanno esposto Tu rimani fiera. Il vento porta il respiro del tempo la luce del giorno si spegne nelle fiamme del cielo e le risate della gente straniera crescono nella sala. Mi sento inchiodata al pavimento non posso far altro che fissarti e sentir le lacrime crescere. I tuoi colori sono sbiaditi ma rimane intatta la tua essenza prigioniera nella tua tomba di vetro non sventolerai mai piu'. Tu rappresenti l’immortalita' di vite, che come onde del mare si rigenerano beffandosi del tempo. Le risate alle mie spalle si fanno piu’ vicine ‘ hei che fai qui da sola? ’ ‘ nulla, porgo i miei rispetti ’ ‘ a coloro che tradirono i loro alleati? ’ ‘ no a coloro che sono morti per la loro bandiera ’ Le risate si quietano un maggiore in divisa un tempo nemica mi posa una mano sulla spalla ‘ ben detto soldato ’ di Laura Gabriella Nigro
Smagliature di tristezza fili di delusioni. Ecco i miei sentimenti. Disagio di chi naviga da sola euforia dell’avventura ma con l’amarezza della solitudine. Sentire la forza di chi affronta il mare provare la paura dell'imprevisto soddisfazione nel riuscire a salire le onde. Insicurezza nella bufera che si affronta senza pensare ma reagendo per sopravvivere. Il vento come amico del tempo il sole come compagno d’ancora la luna sorella accondiscende L’orchestra della vita suona con il suo Conduttore silenzioso su un teatro senza sipario di Laura Gabriella Nigro
PRIMAVERA Oggi tutto e’ calmo la terra riposa, La giovine primavera il bel sole sposa, Questo promontorio di Ulisse, Che Omero nel suo poema descrisse, E’ una tavolozza di incredibili colori Una girandola di inebrianti odori. Da questa terra una carezza di vita, Tra le zolle, sboccia una margherita Il rondone nel cielo sibila di gioia pazzo, Sfiorando tetti e cornicioni del palazzo, Su dal mare, il vento salato Si assapora, lo si sente nel palato. Qui nell’aria palpita e si respira amore, E’ la stagione, la Circe maga colpisce al cuore. ESTATE Dall’immenso blu sorge maestoso il monte Di mitiche, antiche leggende ricca fonte, Il sole con violenza sulle rocce roventi Dall'Africa, dal deserto i caldi venti, L’estate e’ qui in tutta la sua Gloria, Freddo, pioggia sono ormai memoria. Granite al caffe', un gelato nella piazzetta, E' tempo di vacanze qui nessuno ha fretta. Sulle spiagge sdraie, ombrelloni, bagnanti, Sul verde mare i bianchi natanti. Lunghe giornate sulla spiaggia a giocare, Brevi, calde, lascive notti ad amare. Amori fugaci, spiccioli, calcolati tradimenti, Sono le ore dei proibiti divertimenti. Indulgiamo in questa tavola imbandita, Che magnifica storia e’ qui la vita. AUTUNNO Il maestrale alza in girotondo le foglie morte Poi capricciosamente, al suolo le sbatte forte Le nuvole all’orizzonte minacciose attorcigliano Al violaceo mare dai bianchi spruzzi somigliano. Questo e’ l'autunno, pesante, grigio, triste, Domando! La gioia nell’umano esiste? Mi giro, guardo intorno, brividi, ho paura, Chiudo gli occhi, fuggo dalla tetra natura. Un lungo attimo, poi mi scuoto, sospiro Sento il chiarore, e' profondo il respiro, Dall'irto, maestoso, selvaggio colle, Scruto questo immenso cielo folle. Da una spada di sole la nera nube squarciata, La luce su questo magnifico mondo e’ tornata. Il forte vento e' cambiato, e’ brezza Che d’incanto spazza via la tristezza. Sorrido della paura primordiale Ora qui tutto e' tornato reale. INVERNO E' tempesta, urta, si contorce il mare L’irta scogliera in una furia bianca scompare Fischia tra gli aghi del pino il vento forte, Nel convento, apre, chiude, sbatte le porte. La cima, Circe, e’ abbracciata da nube nera, Lampi, tuoni assordanti annunciano bufera. La nuvola scende, si abbassa, L’aria e scura la luce non passa. Ecco fitta la pioggia e’ neve rumorosa Che sulla gia’ fredda terra si posa. La gente dagli antichi vicoli scompare Nelle famigliari dimore a riparare. Domani la fredda tramontana La grigia nuvola portera’ lontana. L'astro d'oro splendera’ alto In questo magnifico cielo di cobalto. Anche questo noioso inverno se ne andra’ Ogni anno sempre piu’ in fretta passera’. di Dino Bevilacqua
Le lacrime scendono Sul tuo viso Salate e amare Nessun le puo’ fermare Come nasce l’amore Quello non esiste chiave Che puo’ chiudere il cuore. Nasce all'improvviso senza pensare da gioia e da dolore. E non si cerca Con gli occhiali Ma nasce dal cuore. Come un lampo Squarcia il cielo, Come la luna Rischiara la notte. La pioggia da’ vita ai prati il sole riscalda il giorno dando vita e gioia al mondo. L’amore e’ cosi Viene naturale Come la musica Che piano dolcemente Si diffonde In sublime Noti struggenti. di Maria Giacoppo
Nulla e’ facile senza di te, Le persone, le cose che credo d’amare Non vorrei lasciarle sfuggire Vorrei poterle tenere Racchiuse per sempre Nel palmo delle mie mani. Nessuno puo’ cambiare I miei pensieri Che sono per sempre attaccati Al mio cervello Ed al mio cuore. Ti vedo volteggiare come il vento, Fra gli alberi, nei giardini, In mezzo ai fiori. Come gli uccelli In cerca del loro nido Su un ramo verde Che lentamente la brezza Fa tremare. Ti vedo sbiadito Nei colori Che nella sera scompaiono Quando tramonta il sole. Tutto soccombe, Tutto scompare. La notte ti da’ sogni Curiosi senza limiti Scale senza fine Montagne senza confine. Senza liti ne guerre Ne piu’ dolore. Rispunta l’alba, E ti accarezza Il sole, La vita continua Con gioia, con risi, con pianti, Con musica e canti. Questo e’ quello che vuole Dio. Essere tutti in pace In un unico abbraccio, Con sincerita’ Amandoci l’un con l’altro Senza confine Senza differenza di colore. di Maria Giacoppo
In altri tempi, non tanto remoti; nella nostra bella Italia c'era ristrettezza: E duro si doveva lavorare, se con onore avanti: la tua Famiglia volevi portare. Ed ecco perche’ tanta gente ha cercato ogni mezzo, per potere emigrare. Con sacrifici e debiti, una valigia e un baule, pieno di questo, e quello, si venne ad aggiustare; mentre il giorno della partenza: Stava per arrivare. Gli amici piu’ ristretti, andasti a salutare. E in piu’, parenti e amici, e tutti i Familiari. Ogn’uno un buon consiglio; cercava 'Ti donare': E mentre Ti abbracciava: Le lacrime ingoiava! Dalla panchina salpa la nave sul mare, e si allontana piano, mentre il Mondo scompare... ! Or Ti ritrovi solo, con te stesso; in balia dei quattro venti; disorientato e triste, senza i tuoi cari!! Eppur: Tu l’hai voluto! Sempre per un migliore domani. Ora la Nave, a un'altra sponda si accosta. Il cuore prende respiro... siamo arrivati. Ora lasci la Nave, con la valigia in mano e un po’ confuso; di tante vie, quale: che, la migliore. Poi: Ti soffermi e pensi: Vorresti ritornare! Ma e’ troppo tardi ormai; ((Ci sei, ci stai!)) Cercavi aprire bocca a domandare; di cio’ che ti poteva: "Interessare!!" Ma questo: Era un linguaggio sconosciuto! Questa: Era la dura realta’!!! Dedico questi miei versi, a tutti coloro, che fiduciosi e coraggiosi; hanno lasciato la loro Terra, per guadagnarsi il pane; in terra straniera!! di Francesca Orifici
Il tuo nome e’ fatto d’Amore, il tuo Amore colma il mio cuore. Se ti chiamo rispondi amorosa; mi somigli a un bocciolo di rosa. Guardo il grigio dei capelli tuoi, e conto gli anni: Che mi mancherai! Colgo il Tuo sguardo e sento che sarai; il mio conforto: Le ansie del mio cuore! Ti amo Mamma! Ed e’ lo stesso amore; che traboccasti in me col Tuo calore!!! di Francesca Orifici
SANTA CATERINA In questa notte d’ispirazione Sono pieno delle tue parole Parole eterne come lo spazio Come la vita Parole profonde come la terra Scintillanti come le stelle Dalla tua testa, dalle tue labbra, Dal tuo cuore Mi sono giunte le tue parole Le tue parole cariche di te Le tue parole di sorella Le tue parole d’amore Le tue parole di Santa Erano dolci, aspre Erano gaie, tristi Piene di speranza Erano coraggiose, eroiche Le tue parole erano Dio. di Alfiero Paliani
La mamma ti sta sempre vicino Guidando il tuo cammino Da quando sei bambino. Ti culla stretto al cuore Perchè tu cresca con amore. Essere mamma vuol dire dolore Avere pazienza e tanto amore. Quando tu crescerai Nuova vita troverai. Ma lei non ti dimenticherà Sempre pregherà. In quel giorno che ti vedrà Con un sorriso ti abbraccerà, Una carezza ti darà il suo cuore forte batterà. Anche se sola resterà E un giorno ti mancherà sai, anche il suo cuore piangerà. Questo vuol dire mamma! 0 Mamma, ora dove sei tu? Forse mi guidi di lassù! di Annunziata Bagnato |